I colori incontrano l’essenza

Il 21 marzo il nostro circolo ha avuto il piacere di ospitare una pittrice salentina che vive in Danimarca da diversi anni, italiana ed europea come lei stessa dice. La sua pittura racconta di storie fantastiche, riporta ai mosaici, alle fiabe, ai miti, ma principalmente parla di storie, storie di persone
che si muovono, che si trasformano, che amano. Alessandra Sicuro ci racconta come l’amore per l’arte è parte integrante della sua formazione umanistica, della sua famiglia, del suo stesso essere.
Rispetta con delicatezza ciò che rappresenta, riporta con curiosità ed innovazione l’arte del sud, le abitudini delle famiglie, i mosaici delle Chiese. 
Ci trasporta in un mondo colorato che può vedere Adamo ed Eva rientrare alla fine della loro vita nell’eden, ci racconta di cavalieri e Cassandre. Ci mostra la gioia dell’infanzia. Nelle sue opere, a ben guardare, si può ritrovare molta modernità, non solo nel suo stile ma anche nelle frequenti metafore della vita attuale.
Colpisce ed attrae il movimento che si trova nei suoi quadri, in cui gli oggetti non sono oggetti ma hanno vita, un libro, un’arancia, un pesce da pulire sono vivi, raccontano se stessi in una bellissima danza creativa.
In molti dei miei quadri ci sono dei ciclisti, o dei fantini, che per me sono la stessa cosa. Il ciclista é un passante o un cavaliere che attraversa in un certo senso l’esistenza, osserva e prosegue” ma ci sono gli angeli, gli amanti, gli innamorati, le famiglie e gli amici che si trovano per dedicarsi
la cura del cibo, il piacere dello stare insieme. “Sono attratta da quanto indaga l’inconscio, i sogni o le zone d’ombra della psiche umana. Non lo
cerco ma lo scopro . Tra gli strati di colore si apre un varco verso qualcosa di inconscio, o di inspiegabile e trascendente. Il processo creativo segue dei percorsi inaspettati. Sia chi crea un qualcosa che chi lo osserva si ritrovano ad esplorano temi profondi sia personali che collettivi.
” 
I suoi quadri ci hanno raccontato come il cambiamento può essere a volte inevitabile e piacevole. Esiste un rapporto di rispetto tra l’artista ed il fruitore, dove il quadro stesso impone il suo racconto, l’artista vede cose precedentemente non viste e chi guarda si incanta nel ritrovare risonanze
profonde del suo animo e legge nuove visioni del proprio sentire. Viene facile accogliere il suo “rompere schemi” e presentare vecchie storie in nuove modalità.
Per noi è stata una esperienza arricchente che ha affinato il nostro sentire e vedere. Sappiamo che guarderemo le opere degli artisti con occhi diversi dopo questa intensa esperienza. Ma ci ha anche divertiti con i suoi aneddoti sui quadri che impongono le loro scelte, sulle richieste di improbabili committenti, su trasformazioni arricchenti.